Recensioni

“L’architettrice” di Melania Mazzucco

“Architetto no. Architetta? Suonava ridicolo. La donna pittore è una pittrice, la donna miniatore miniatrice. Architettrice, dunque.”

556 pagine, Einaudi, € 22,00
Voto: ★★★★

Pubblicato nel 2019, “L’architettrice” è l’ultima fatica letteraria di Melania Mazzucco. Fatica è proprio il termine appropriato, perché a caratterizzare questo romanzo è una minuziosa ricerca storica.

E se il ritmo della narrazione ne risente un po’ e viene rallentato, c’è però da dire che “L’architettrice” è una lettura talmente immersiva che il lettore ne viene catturato fin dalla prima pagina.

L’architettrice è una figura dimenticata: Plautilla Briccia (1605-1705), pittrice nonchè prima donna a diventare architetto nel mondo occidentale. Ricostruita minuziosamente da Melania Mazzucco, Plautilla ci racconta in prima persona la propria vita, sullo sfondo dell’altra grande protagonista di questo romanzo storico: la Roma barocca, plebea ed aristocratica, tra Carnevali, epidemie e commediografi, dove l’arte è politica e gli artisti si fanno una concorrenza spietata per ottenere i favori della corte papale e la fama immortale.

Non è così per Plautilla, che cresce con gli insegnamenti del padre Giovanni, detto Giano Materassaio. Eclettico genio di estrazione plebea, Giano è una sorta di self-made-man in chiave umanista, ma le sue origini gli costano il disprezzo dei letterati più abbienti.

“Niente è nostro, Plautilla, mormorò. Un artista, uno scrittore, non crea le sue opere per firmarle, ma per metterle al mondo

Il rapporto tra padre e figlia è uno degli aspetti più belli del romanzo, ma ci sono altre due persone che sono state importantissime per la nostra artista; la prima è la bella sorella maggiore Albina, che si sposa e ha tanti figli. Rappresenta tutto ciò che ci si aspettava da una donna dell’epoca, ma anche tutto ciò a cui Plautilla deve rinunciare per diventare artista. La seconda è Elpidio Benedetti, segretario del cardinale Mazzarino, per il quale Plautilla progetterà Villa Bendetti.

La narrazione segue un secondo piano temporale, quello della Roma risorgimentale assediata dalle truppe di Napoleone III. Questi capitolo di intermezzo sono però raccontati da un narratore onniscente, che ci fa conoscere Leone, uno dei pochi sopravvissuti della brigata Medici. Il filo conduttore è proprio la Villa Benedetti di Plautilla.

Personalmente, ho trovato più ostica la lettura di questi capitoli, che però fanno sì che “L’architettrice” sia un romanzo storico di grande respiro, nel quale l’arte fa da sfondo alle vicende umane. Se amate il romanzo storico e la storia dell’arte, è il libro che fa per voi!

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