Letture del mese

Letture del mese: gennaio

Il mese di gennaio si é concluso da poco, quindi é giunto il momento di ricapitolare quali sono state le mie prime letture del 2019. Per quanto riguarda la quantità di libri da leggere, nemmeno quest’anno mi sono imposta un obiettivo fisso da raggiungere: le sfide di lettura su Goodreads sono ormai un lontano ricordo. A voi piace farle? Ditemelo nei commenti!


“L’assassinio del Commendatore. Libro primo: idee che affiorano” di Haruki Murakami

411 pagine, Einaudi, € 20,00
Potete comprarlo QUI
Voto: ★★★★☆

“Che fosse stato un sogno, un breve e fugace sogno? No, sapevo bene che non lo era. Perché in tal caso tutto, tutto sarebbe stato un sogno: anche il mondo in cui vivevo.”

Da appassionata dei romanzi di Murakami, stavo attendendo trepidante l’edizione italiana de “L’assassinio del Commendatore”. Il primo libro l’ho letto tutto d’un fiato, peró il secondo é uscito pochi giorni fa e non l’ho ancora finito, quindi non ho ancora un parere definitivo a riguardo. Per ora posso dire che segue la scia de “L’uccello che girava le viti del mondo” e “1Q84”, sia per quanto riguarda la narrazione sospesa tra la realtá e l’onirico, sia per quanto riguarda la mole del libro.

Anche la trama presenta molti dei motivi ricorrenti in Murakami: il protagonista é un pittore senza nome che, dopo un divorzio inaspettato, decide di trasferirsi in una casa di montagna appartenuta ad Amada Tomohiko, uno dei pittori piú famosi del Giappone. Qui scopre un quadro intitolato “L’assassinio del Commendatore”, una sorta di rivisitazione giapponese del Don Giovanni, che Tomohiko aveva nascosto nella soffitta… Da questo momento, il romanzo prende una piega onirica, e il protagonista si ritrova a mettere in discussione la propria realtà.


“Strade di notte” di Gajto Gazdanov

238 pagine, Fazi Editore, € 16,50
Potete comprarlo QUI
Voto: ★★★☆☆

“Tutto quanto – o quasi – c’era di bello al mondo mi era precluso, sbarato, vietato: ero solo con il mio desiderio cocciuto di non finire avviluppato dalla bassezza umana infinita e desolante che vedevo ogni giorno e di cui era fatto il mio lavoro.”

Un tassista russo ci conduce per le strade notturne della Parigi degli anni Trenta, tra incontri improbabili, prostitute, filosofi ubriaconi e nobili russi decaduti. Gazdanov dovette lasciare la Russia negli anni Venti e, una volta stabilitosi a Parigi, si mantenne con diversi lavori, tra cui il tassita. Per questo, “Strade di notte” é un romanzo fortemente autobiografico e, come tale, la trama non ha una destinazione precisa. Sono stata catturata dall’acume con cui racconta le persone, con uno sguardo perennemente sospeso tra l’amarezza e l’ironia dell’emigrato lontano dalla sua terra. Consigliatissimo a tutti gli amanti della letteratura russa!


“La moglie coreana” di Min Jin Lee

600 pagine, Piemme, € 20,00
Potete comprarlo QUI
Voto: ★★★☆☆

“Ci vuole un grandissimo coraggio a vivere ogni giorno accanto a chi non ti riconosce come essere umano.”

Potete trovare la recensione completa QUI.


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