Recensioni

“La moglie coreana” di Min Jin Lee

“La moglie coreana” é un grande affresco di seicento pagine sulla storia della Corea attraverso gli occhi di una famiglia coreana tra Yeongdo, un villaggio di pescatori, e la città di Osaka. Una sola avvertenza: questo romanzo vi fará venire una voglia matta di mangiare cibo coreano!

Titolo: La moglie coreana” (orig. “Pachinko”)
Autore: Min Jin Lee
Traduzione di Federica Merani
600 pagine, Piemme, € 22,00
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Voto: ★★★☆☆

Trama

Siamo nel 1910, la Corea é occupata dal Giappone. La sensale del villaggio di Yeongdo organizza il matrimonio tra il pescatore Hoonie e la giovane Yangjin. Nonostante la povertà dilagante, la coppia riesce a sopravvivere grazie alla loro locanda. Hanno una sola figlia, Sunja, che, dopo alcune peripezie, emigra a Osaka assieme al marito. La vita in Giappone, per i Coreani, é tutta in salita: Sunja e la sua famiglia dovranno affrontare il razzismo della società giapponese nei confronti degli immigrati coreani e cercare di farsi strada con le proprie forze.”Sei molto coraggioso, Noa. Molto, molto piú coraggioso di me. Ci vuole un grandissimo coraggio a vivere ogni giorno accanto a chi non ti riconosce come essere umano.”

“Sei molto coraggioso, Noa. Molto, molto piú coraggioso di me. Ci vuole un grandissimo coraggio a vivere ogni giorno accanto a chi non ti riconosce come essere umano.”

Recensione

Quello che piú ho amato de “La moglie coreana” é che affronta argomenti sempre attuali: l’immigrazione, il razzismo, le difficoltà dell’integrazione, il riscatto personale attraverso l’istruzione, il conflitto tra i desideri personali e le convenzioni sociali.

Il filo conduttore del romanzo, però, é racchiuso nel suo titolo originale, “Pachinko”, e non é immediato da cogliere nella sua traduzione italiana.
Il pachinko, infatti, é un gioco arcade simile al flipper ed é tuttora molto popolare nelle sale di gioco d’azzardo giapponesi. Pur essendo un fenomeno tutto giapponese, tradizionalmente le sale da gioco furono spesso gestite da coreani, come il figlio di Sunja. Per Min Jin Lee, però, il pachinko é anche una metafora della vita stessa, sospesa tra destino e casualità: una partita in cui basta poco per rovinarsi completamente o vincere il jackpot.

I personaggi ripetono spesso una frase in giapponese molto significativa: shō ga nai, che significa piú o meno “non c’é niente da fare”. Dietro questa espressione c’é la mentalità zen, quella del vivere nel presente e accettare quello che non può essere cambiato, ma ha anche un lato negativo che si traduce in pessimismo e passività. È interessante che a pronunciarla siano dei personaggi coreani, segno di quanto abbiano interiorizzato la mentalità giapponese.

“La moglie coreana” é un romanzo che si lascia leggere tutto d’un fiato, ma ha qualche imperfezione. In genere, quello che mi piace delle saghe familiari, é che é facile affezionarsi a certi personaggi. Nel caso di questo libro, mi é risultato un po’ difficile: non posso dire che i personaggi siano piatti (men che meno quello di Sunja); tuttavia non li ho trovati nemmeno particolarmente approfonditi dal punto di vista psicologico, e a volte ho avuto l’impressione che fossero un po’ troppo funzionali alla narrazione degli avvenimenti storici.

Veniamo ora al difetto piú grande, che é anche la ragione per cui ho abbassato il voto a tre stelle su cinque. La terza e ultima parte del libro, che va dal 1962 al 1989, precipita gradualmente nell’effetto soap-opera, tra incidenti stradali e intrallazzi pseudo-incestuosi di dubbio gusto. Molti capitoli di queste ultime pagine mi sono sembrati quasi inutili dal punto di vista narrativo. Quando ci sono spunti interessanti, come la sottotrama di un personaggio omosessuale, vengono trattati in maniera approssimativa.

In ogni caso, se amate i romanzi storici e le saghe familiari, credo che “La moglie coreana” sia un romanzo che meriti di essere letto, se non altro perché affronta un contesto storico poco conosciuto.

Bonus: ho amato tutti i riferimenti alla cucina coreana sparsi nel libro. Ora scusatemi, ma devo andare a vedere come si prepara il kimchi!

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