Guest Post · Ricorrenze letterarie

Hobbit Day – Guida alla lettura di Tolkien

“Quando il signor Bilbo Baggins di casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione.”

– “La Compagnia dell’Anello”, J. R. R. Tolkien

È cosí che si apre il primo libro della celebre trilogia di Tolkien: con il compleanno di Bilbo Baggins (e di suo nipote Frodo), che cade il 22 settembre. È proprio per questo che la American Tolkien Society ha scelto di indire lo Hobbit Day in questo giorno.

Per quanto io ami il genere fantasy, dell’immensa produzione di Tolkien ho letto un libro solo. Mi sono sempre sentita un po’ in soggezione di fronte ai suoi romanzi, quindi sono corsa ai ripari e ho chiesto aiuto ad Arabella, una mia amica di lunga data, cresciuta a pane e Tolkien. Ora ho il piacere di presentarvela con questa sua guida dedicata a chi, come me, é ancora timoroso nei confronti del padre della letteratura fantasy. Buona lettura!

Irene


Partiamo dal presupposto che parlare di Tolkien e della sua opera in un post solo sarebbe altamente riduttivo: Tolkien non va raccontato, va vissuto in prima persona, va conosciuto e amato (o odiato) attraverso i suoi libri. Perché nessuno, finora, è stato in grado di creare un mondo così completo, così poliedrico e sfaccettato come il suo. Nemmeno Westeros regge il confronto, il perché meriterebbe un articolo a sé.

Si può, però, parlare di come approcciarsi all’opera di Tolkien, di come partire con il piede giusto se non lo si è mai preso in mano, o di come e perché dargli una seconda chance, se lo si è fatto ma ci si è fermati dopo poco, spaventati dallo stile.

In moltissimi infatti recriminano Tolkien per una scrittura prolissa, troppo descrittiva e noiosa. Ed è in parte vero, è innegabile che a J.R.R. piacesse descrivere minuziosamente posti, abitudini, storie, persone.

Ci sono però due buone notizie a controbilanciare questo eccesso da pittore iperrealista: La prima è che le descrizioni non continuano per tutto il libro, mai, e sono sempre utili alla trama. Vi devono far capire dove siete e chi sono i personaggi di cui state leggendo, saranno lunghe, ma non sono in nessun caso gratuite.

La seconda è che Tolkien è un autore eclettico, e non ha solo uno stile. Alcuni libri, come il Signore degli Anelli o il Silmarillion, sono scritti in uno stile epico, aulico, che può sì risultare prolisso per alcuni. Altri sono invece fiabe, scritte in stile più leggero, ironico e squisitamente inglese, indirizzate ai suoi figli e pubblicate poi per i figli degli altri.

Se avete avuto problemi con un suo libro, dunque, molto probabilmente avete solo iniziato da quello sbagliato. Da dove iniziare, quindi? Come regole molto generali è bene tenere a mente due cose:

1) Non partite dal “Silmarillion”, o dai vari “Racconti Perduti”, “Incompiuti” o “Ritrovati” perché sono tutti postumi e, per quanto raccolti ed editati con il massimo rispetto, non sono stati pensati per la stampa. Sono il picco di stile epico e iperdescrittivo, e se hanno indubbiamente molti pregi e passaggi di una rara bellezza, la strada parte dalla creazione del mondo, letteralmente. Arrivateci con calma, dopo aver familiarizzato con lo stile.

2) “Lo Hobbit” non va considerato un prequel de “Il Signore degli Anelli” perché è un romanzo per bambini.  Lo stile è semplice, favolistico e adatto a un pubblico più giovane. Infatti lo stesso J. R. R. Tolkien dichiarò che faticava a inserire questo libro nel corpus di mitologia del Signore degli Anelli. Per questo Peter Jackson e la sua trilogia cinematografica  non vanno mai presi in considerazione nel leggere questo libro. Persino Christopher Tolkien, curatore ed editore delle opere del padre, non nutre nessun amore per le loro trasposizioni sul grande schermo.

Sta a voi, quindi, decidere se partire con calma da fiabe e romanzi brevi o affrontarlo di petto. Il mio consiglio spassionato, da adattare ai vostri gusti, è di iniziare con “Il Signore degli Anelli”. Richiamate alla mente il vostro amore per i grandi romanzi ottocenteschi, o resistete fino all’arrivo a Brea. Se invece preferite un’introduzione più graduale, potete cominciare con “Lo Hobbit”.

Da tenere SEMPRE in mente è che il bello di Tolkien, quello che affascina e innamora chi non si fa spaventare, è anche dato dal suo stile. Non siamo mai semplici lettori entrando nella Contea. Siamo visitatori, e da visitatori da un altro mondo veniamo trattati. Prendete l’autore come una guida, come il vostro Virgilio in immaginari gironi di colline e caverne Hobbit. All’inizio dovrà spiegarvi, farvi capire, illustrarvi cosa state vedendo e perché. Ma, se lo ascolterete abbastanza, vi ritroverete ad essere anche voi uno Hobbit, un decimo membro della Compagnia dell’Anello alla scoperta di un mondo più grande.

E non vorrete venire mai più via.

2 risposte a "Hobbit Day – Guida alla lettura di Tolkien"

  1. Ho pubblicato qualche tempo fa un articolo sul mio approccio con Tolkien. Di lui ho letto, per ora, solo Il Silmarillion e i quattro poemi epici. Questi ultimi mi sono piaciuti, ma soprattutto quelli NON ambientati ad Arda. Il Silmarillion l’ho invece trovato abbastanza pesante, e con personaggi poco incisivi. Credo però che gli darò altre chance, e penso tu abbia detto cose corrette in questo articolo.

    Piace a 1 persona

    1. Ciao!
      Sono Arabella, la scrittrice dell’articolo. Sono contenta ti sia piaciuto, se ti ha fatto venir voglia di dare a Tolkien un’altra possibilità tanto di più. 🙂
      Mi dispiace tu abbia incontrato questo scoglio, prova magari a partire da qualcosa di più soft, e se ti verrà poi voglia di rileggere il Silmarillion tieni conto che è epica in prosa, leggilo come leggeresti un’Iliade più che come leggeresti un romanzo normale (stessa cosa per il Signore degli Anelli, che è comunque MOLTO più soft, se hai letto la sua Storia di Kullervo lo sai già). Plus, per il Silmarillion e per TUTTI i romanzi postumi c’è da contare anche che sono appunti editati. Editati con il massimo rispetto, ma pur sempre non sono stati scritti pensando alla stampa.
      Spero di averti dato uno spunto per approfondire la sua lettura, non è facilissimo ma merita davvero anche in prosa, e spero che ti piaceranno anche gli altri libri! 😀

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