Ricorrenze letterarie

International Harry Potter Day

Cari topi di biblioteca,

con il post di oggi vorrei inaugurare una nuova categoria di post dedicata alle ricorrenze letterarie, che siano compleanni di scrittori o di personaggi di finzione, anniversari della pubblicazione di certi libri, e via dicendo. Ovviamente, per cominciare questa nuova rubrica nel migliore dei modi, non potevo fare altro che cominciare dal mio primo amore letterario!

Per gli amanti del mondo di Harry Potter, il giorno dell’anno piú importante é probabilmente il 31 luglio, data che corrisponde ai compleanni di J. K. Rowling e del Ragazzo Che È Sopravvissuto. Tuttavia, la data che viene ufficiosamente considerata International Harry Potter Day é il 2 maggio, perché segna l’anniversario della seconda battaglia di Hogwarts… E a ventisette anni suonati, io lo celebro ancora! Perché? Cosa rende questa saga cosí speciale per me e per altri milioni di lettori in tutto il mondo?

L’amore per i libri.

Parto dalla ragione piú ovvia: crescere con “Harry Potter” é stata una meravigliosa avventura che ha segnato la nascita della mia passione per la lettura. Del resto, “Harry Potter e la pietra filosofale” venne pubblicato nel  giugno 1997: quella volta molti di noi avevano appena cominciato ad andare a scuola, quindi siamo cresciuti e maturati di pari passo con Harry e i suoi amici. Hogwarts é come una seconda casa. Inoltre, a partire dal “Calice di Fuoco”, i libri sono diventati sempre piú voluminosi, abituando cosí schiere di giovani lettori e lettrici in erba ad amare libri di lunghezze considerevoli.

Tolleranza e solidarietá.

Una delle tematiche principali dell’intera saga, secondo me, é quella della discriminazione. Nel corso dei libri, i nostri personaggi preferiti sono spesso fatti oggetto di pregiudizi di vario tipo: Hermione in quanto “mezzosangue”, il professor Lupin perché é un licantropo, e via dicendo. La cosa interessante é che, nel 2014, un gruppo di ricercatori ha pubblicato su una rivista specializzata di psicologia un articolo dal titolo “The Greatest Magic of Harry Potter: Reducing Prejudice” (tradotto: “La piú grande magia di Harry Potter: ridurre il pregiudizio”). In breve, lo scopo dello studio era quello di esaminare l’effetto della lettura dei libri di J. K. Rowling su studenti di diverse etá. Il risultato? È stato provato che la lettura estesa di Harry Potter “migliora il comportamento verso gruppi stigmatizzati (immigrati, omosessuali, rifugiati)“! In breve, leggere ci rende piú empatici.

Apprendere le lingue straniere.

In genere, uno dei trucchi piú consigliati per chi é alle prime armi con una lingua straniera, é quello di leggere libri facili di cui si conosce giá l’argomento. Quindi, nel mio caso, la scelta é quasi sempre ricaduta sulla saga di J. K. Rowling.  Questo é un altro dei motivi per cui considero questi libri come dei fedeli amici: mi hanno aiutata nello studio! E se ormai ho perso il conto di tutte le volte che li ho riletti, é  perché, oltre ad averli letti in italiano, l’ho fatto anche in inglese e in tedesco. Grazie, zia Rowling!


Ed ecco quindi i motivi principali per cui questa saga significa cosí tanto per me. Ora sono curiosa di sentire i vostri, fatemeli sapere nei commenti! E mi raccomando, occhio a non esagerare con la Burrobirra, oggi! 

“…the stories we love best do live in us forever. So, whether you come back by page or by the big screen, Hogwarts will always be there to welcome you home.”

(J. K. Rowling alla première di “Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2”)

Foto: Jack Anstey su Unsplash

 

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