Letteratura inglese · Recensioni

Recensione – “La signora Dalloway” di Virginia Woolf

“La signora Dalloway disse che i fiori li avrebbe comprati lei”.

Ci sono alcuni incipit che entrano nella storia e quello de “La signora Dalloway” non è da meno. Probabilmente, dopo aver letto il libro, ogni volta che passerete accanto a un fioraio, penserete a lei, questa inglese snob e borghese.

Clarissa Dalloway, una signora benestante di mezz’età, è impegnata nei preparativi per la festa che avrà luogo la sera stessa, e si reca a Bond Street, una delle strade centrali di Londra. È una fresca giornata di metà giugno del 1923, scandita dai rintocchi del Big Ben. La Prima Guerra Mondiale è finita da pochi anni, ma incombe ancora sulle vite di alcuni: Septimus Warren Smith è un veterano profondamente traumatizzato. Soffre di allucinazioni, in cui rivede il suo amico Evans morto in guerra sotto i suoi occhi. Del resto, nella prefazione di Nadia Fusini, viene fatto notare che il suo nome è l’anagramma di war smitten, ossia “colpito dalla guerra”. Quella mattina di giugno sta passeggiando anche lui per Bond Street assieme a sua moglie Lucrezia, che lo sta accompagnando dallo psicologo William Bradshaw.
Clarissa e Septimus non si conoscono e non si incontreranno mai, se non di sfuggita. Però frequentano gli stessi luoghi e sono collegati l’uno all’altra da circostanze puramente casuali – Peter Walsh, ex pretendente di Clarissa, vedrà per caso i Warren Smith a Regent’s Park, subito dopo essere andato a visitarla. Il dottor Bradshaw invece si troverà alla festa della signora Dalloway e le racconterà persino del caso di Septimus, suicidatosi poche ore prima.

“Oh! pensò Clarissa, nel bel mezzo della mia festa, ecco la morte, pensò.

La vicenda viene narrata tramite la tecnica del monologo interiore, che rende ancora piú evidente come Clarissa e Septimus siano connessi tra loro pur non conoscendosi. Il punto di vista cambia rapidamente, cosa che non fa di questo romanzo una lettura facile. Per questo, pur essendo bellissimo, per me non è stato uno di quei libri che si possono leggere tutti d’un fiato.

In conclusione, la mia prima esperienza con la zia Virginia non è stata delle più facili, ma si tratta comunque di una lettura stimolante e fuori dagli schemi. Non è improbabile che in futuro mi venga voglia di rileggerlo, ma prima mi metterò alla prova con gli altri suoi romanzi.

Voto: ★★★★☆


la signora dallowayTitolo: La signora Dalloway (Mrs. Dalloway)

Autore: Virginia Woolf

Prima pubblicazione: 1925

Casa editrice: Feltrinelli

Pagine: 177

Potete comprarlo qui: Amazon

 


*Partecipo al programma di affiliazione di Amazon per cui, se acquistate il libro dal link in questo post, riceverò una piccola commissione. Ovviamente questo non prevede costi aggiuntivi, è facoltativo e la piccola somma ricavata verrà usata esclusivamente per finanziare le mie letture future.  Grazie del vostro appoggio!

2 risposte a "Recensione – “La signora Dalloway” di Virginia Woolf"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...